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Bilancio Sociale 2008
Cara amica, caro amico della Bpf,non è facile, al termine di un anno come il 2008 e nel pieno della crisi economica che sta attanagliando ormai tutto il pianeta, parlare di banche, denaro e responsabilità sociale; lo è ancor meno per il sottoscritto, nelle sue vesti di presidente di un istituto di credito.
Vi è un concetto che più di ogni altro guida i nostri passi ed esprime il nostro modo di fare impresa, un principio troppo spesso dimenticato nel mondo di oggi: la responsabilità. Prendendo a prestito una definizione da dizionario, possiamo definire la responsabilità come “la condizione di dovere rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha una parte, un ruolo determinante”. D’altronde, basta collegarsi all'etimologia di tale parola per comprendere i diversi significati che qualificano gli atteggiamenti ed i comportamenti degli individui: dal garantire per le proprie azioni, all'essere consapevole delle conseguenze relative, per finire con la definizione di colpevolezza.
C’è tuttavia qualcosa che mi solleva e mi rende più agevole scrivervi queste righe ormai consuete, con cui apro la nona edizione del Bilancio Sociale della Banca Popolare di Fondi. Ed è la certezza che in momenti come questo, caratterizzati da sfiducia diffusa e incertezza dominante, viene fuori la vera dimensione di una banca locale come la nostra: quella che, oltre l’estensione geografica e la complessità operativa, oltre l’ammontare delle masse intermediate ed il numero di filiali, si estrinseca in un diverso modo di impostare il rapporto con le comunità servite.
Non credo che il nuovo incremento dei “numeri” fatto segnare dalla nostra Banca nell’ultimo anno sia dovuto a strategie commerciali particolarmente aggressive o all’attesa apertura della filiale di Terracina. Penso invece che quanto registrato dagli aggregati patrimoniali e dalle componenti reddituali trovi la sua spiegazione nel nostro tradizionale modo di “fare banca”, che non assume come unico fine quello di massimizzare il profitto ma si preoccupa di essere vicina a tutti coloro che serve quotidianamente e attenta ai loro bisogni ed esigenze.
E’ questo che preserva la nostra Banca dal rischio di divenire vittima di avidità, creando il giusto clima di fiducia su cui si basano le relazioni con i diversi interlocutori; e la fiducia è la materia prima che ci permette di essere “diversi” pur rimanendo pienamente soggetti alla disciplina di mercato. Come spiegare altrimenti la forte crescita registrata da realtà come la nostra, a livello nazionale e mondiale, anche in un anno terribile quale il 2008 si è rivelato? La credibilità della Banca Popolare di Fondi nasce dalla scelta di perseguire, anche in contesti di mercato, una cultura economica basata sulla solidarietà e sulla partecipazione responsabile: a coloro che professano “il credo del libero mercato”, ci piace contrapporre “l’efficacia della mano visibile”, cioè dell’economia basata sulla cura e sull’attenzione capace di perseguire e creare quei valori di cui società e mercato hanno oggi bisogno.
Per una banca locale, e realmente popolare, diventa quindi essenziale conciliare gli interessi che vengono dai diversi interlocutori; mediante le proprie scelte - gestionali, organizzative o commerciali – è possibile generare un circolo virtuoso che non ha niente a che vedere con la guerra di interessi contrapposti su cui sembra basarsi la moderna economia di mercato. Siamo persuasi, come lo erano nel 1891 i fondatori della Banca, che sia questa la strada per creare vero progresso e benessere economico nella piccola porzione di mondo in cui si svolge la nostra attività.
Credo sia il vero motivo per cui scegliamo di intervenire a sostegno dell’economia reale anche in momenti di profonda crisi come quello che stiamo vivendo, finanziando piccole e medie imprese e intervenendo a favore di famiglie consumatrici e produttrici. Ecco spiegato il vero motivo per cui abbiamo registrato nel 2008 un nuovo incremento di raccolta, impieghi e utile. C’è poi il valore della solidarietà a chiudere il cerchio che ho provato a descrivervi in queste semplici righe: distribuire nella maniera migliore il valore aggiunto prodotto in banca ha la medesima importanza del raggiungere la più alta efficacia allocativa. Gli interventi a favore della collettività, con scopi benefici e sociali, stanno a testimoniare che al centro della nostra azione non ci sono soltanto visioni strategiche o capacità manageriali, ma il coraggio di agire “con la mano sul cuore”.
Il Presidente
